Fallout Legendary Edition è non solo:Microsoft vorrebbe rimasterizzare i suoi titoli principali

Il noto giornalista e insider Jeff Grubb è stato molto attivo ultimamente, riportando alcune voci interessanti sul progetto Spartacus di Sony che è destinato a competere con Xbox Game Pass. Ma per di più, Grubb ha parlato di Microsoft e della possibilità che Redmond possa rimasterizzare i suoi principali franchise come Gears Of War e Fallout.


Pensando ai “principali franchise sotto Microsoft”, dovremmo anche considerare quelli di Actvision Blizzard: se questa è la vera strategia del colosso di Redmond, alcuni giochi della compagnia potrebbero ricevere il trattamento remaster quando l’acquisizione da 70 miliardi di dollari sarà finalizzata.

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FIFA 23 POTREBBE ESSERE L’ULTIMO CON LICENZA FIFA

Si dice che Andrew Wilson, CEO di Electronic Arts, abbia spiegato i motivi per cui lui ora trova superflua la lunga relazione con FIFA.


Il prossimo FIFA 23 potrebbe essere davvero l’ultimo a possedere questo titolo? L’attrito tra il publisher americano e il gigante del calcio mondiale sembra avere un punto critico.
Dopo le infuocate dichiarazioni che hanno accompagnato la fine dell’anno 2021, sono emersi i commenti risalenti a novembre, dove Andrew Wilson si sarebbe espresso durante un incontro a porte chiuse con il suo staff.


Commentando lo stato delle negoziazioni con la nota associazione sportiva, il CEO di Electronic Arts ha definito la licenza FIFA come un “impedimento” alle ambizioni di EA nel sviluppare il titolo calcistico oltre la tradizionale modalità 11vs11, che ostacola la creazione digitale:
“Sarò più schietto, più franco di quanto non lo sia stato con il mondo esterno. Abbiamo avuto un ottimo rapporto con la FIFA negli ultimi 30 anni. Abbiamo creato miliardi di valore…semplicemente enorme. Abbiamo creato una delle più grandi proprietà intellettuali del pianeta”. Il Ceo ha poi proseguito: “Direi, è questo potrebbe essere un po’ di parte, che il marchio FIFA ha più significato come videogioco che come organo calcistico. Non diamolo per scontato e cerchiamo di non essere arroganti. Abbiamo lavorato sodo per cercare di far capire alla FIFA le nostre necessità per il futuro”.


“Fondamentalmente quello che otteniamo dalla FIFA quando non c’è la Coppa del Mondo sono le quattro lettere sulla parte anteriore della scatola, in un mondo in cui la maggior parte delle persone non vede nemmeno più la confezione perché acquista il gioco in digitale” ha proseguito Wilkins, per poi concludere: “Nell’anno della Coppa del Mondo ovviamente possiamo avere accesso alla competizione, ma nel più ampio contesto del calcio globale su base annuale non è la coppa più importante. Abbiamo 300 licenze che ci danno contenuti con cui i giocatori interagiscono di più e con maggiore profondità”.


Interrogata dai giornalisti, Electronic Arts ha rifiutata questa versione dei fatti.
Se ciò fosse confermato, però, emergerebbe la possibilità di un divorzio tra i due colossi.

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RESIDENT EVIL ARRIVA IL REBOOT DEL VIDEOGIOCO DI CAPCOM

Alla fine dei novanta, quando uscirono per la prima volta sulla prima console di Sony, spaventarono è molto tutti i bambini di tutto il mondo che si apprestarono a giocarci. Qualche mese fa, a distanza di più di vent’anni da allora, la primissima storia (anzi le prime due) sono state riproposte su grande schermo: al cinema è arrivato Resident Evil: Welcome to Raccoon City. La storia che ci viene raccontata è identica a quelle raccontate dal videogioco di casa Capcom, seppur con molte “alterazioni“, cambiamenti, ma comunque con una buona dose di paura, suspense e tante scene d’orrore. Inoltre, per la gioia dei fan, ci sono anche (ma questo non è un mistero) i membri principali del corpo speciale di polizia e soprattutto i due protagonisti principali di RE2.

La pellicola diretta da Johannes Roberts procede per la sua strada in modo lento, a volte lentissima (con troppi momenti morti) e buchi di trama sparsi qua e là. Ma comunque i momenti principali raccontati nei primi due giochi ci sono tutti così come pure i “nemici” che i vari Claire e Leon hanno incontrato lungo la storia. Ai fan farà un certo effetto guardare dal vivo i luoghi iconici, ricreati per L’occasione in maniera abbastanza fedele. Metterà una certa suggestione quando i protagonisti percorrono i corridoi di quei ambienti. Per un certo verso si proverà una sorta di vertigine mixata ad un senso di smarrimento. Provocata questa dai posti bui e angusti degli stessi. Ottimo per un film di genere.

Comunque sia la pellicola non è priva di difetti purtroppo, una di queste è l’interpretazione degli attori coinvolti, tutti loro mettono a segno una performance appena sufficiente. I migliori del gruppo alla fine restano la Kaya Scodelario e Hannah Kamen. Poi via via tutti gli altri. Non deludono neanche il duo Neal McDonough e Donal Logue, rispettivamente nei ruoli di William Birkin e dello sceriffo Brian Irons. Il peggiore del gruppo resta, secondo un personale parere Avan Jogia per niente in linea con il personaggio chiamato ad interpretare.

Al di là di tutto sono troppi i problemi di questo film considerato senza dubbio come un classico B-movie tradizionale. Dal ritmo alla storia raccontata, le atmosfere da film Horror ci sono, ma non abbastanza da consideralo tale. Pure il lavoro di trucco utilizzato per gli stessi zombie non è stata impeccabile. Inoltre, chi ha giocato ai primi due titoli o comunque conosce la storia del franchise, si renderà conto del miscuglio fatto nel film. Però, tutto sommato ci troviamo davanti ad un film mediocre (ma le aspettative non erano altissime) che possono guardare i nostalgici o chi, guardando il primissimo trailer ne è rimasto incuriosito dal prodotto (come il sottoscritto). Ma se vi aspettate un buon prodotto, mi dispiace né resterà deluso. Però prima di concludere bisogna spezzare una lancia a favore di questo RE: WTRC. Il film non è un’ottima trasposizione del videogioco originario, ma comunque sia è più fedele rispetto alla sistina uscita al cinema tra il ’02 e il ’16. Questo bisogna dirlo.

Recensione Martha is Dead

Una volta che i titoli di coda inizieranno a scorrere lenti davanti ad i vostri occhi, un’inarrestabile sensazione di vuoto ed impotenza pervaderà la vostra anima, lasciandovi inermi di fronte allo scorrere delle parole a schermo. Martha is Dead è appena terminato, ma solo allora forse, inizierete a comprenderlo.

L’immagine di copertina, dove il volto della giovane Martha è illustrato al contrario, fa da specchio agli intricati filamenti di trama, i quali inizieranno a slegarsi nella vostra mente una volta raggiunto l’end game.

Oppure no? Non si ha mai la netta percezione di cosa sia il bene o il male, durante le ore insieme alla protagonista dovremo scegliere cosa tocchi più profondamente il nostro cuore, abbandonando sentieri più razionali.

Indice dei contenuti
San Casciano, 1944
Martha è morta (Spoiler Free)
L’interazione con il mondo di Martha is Dead
Una macchina fotografica rivelatrice del nostro destino
Una galleria d’arte, inserita in un videogioco
Tra narrativa, lore e tematiche sociali
Commento Finale

San Casciano, 1944
Le tormentate vicende di Giulia e Martha K., sorelle gemelle, si svolgono nella campagna fiorentina, più esattamente nei delicati sali scendi rurali di San Casciano (tra l’altro quartier generale di LKA, lo studio italiano sviluppatore del gioco,ndr).

Siamo in coda al secondo conflitto bellico mondiale, con le armate tedesche ancora predominanti lungo le strade del belpaese, ma oramai sempre più assediate ed insidiate dai raid dei collettivi partigiani.

Il padre delle ragazzine è un Generale delle SS tedesco di istanza nella campagna toscana, e la famiglia chiaramente ne segue le gesta occupando quella che era una vecchia proprietà di famiglia.

L’agio ed i lussi per l’epoca a disposizione della famiglia dell’alto graduato dell’esercito di Hitler, mal convivono con gli efferati scenari di guerra distanti pochi km dall’abitazione.

Ma è qui, in questa casa villa immersa nella rigogliosa campagna, edificata giusto poche decine di metri da un piccolo lago, che prendono vita come in un incubo le vicende delle gemelle e della loro famiglia.

Martha è morta (Spoiler Free)
Una delle due sorelle, Martha, sordo-muta, viene ritrovata morta, annegata nelle acque del laghetto vicino all’abitazione. Quella che potrebbe sembrare dapprima una semplice disgrazia, assume sin da subito contorni inquietanti e fitti come la nebbia che spesso ammanta le acque del lago.

Questo tragico ed inatteso evento andrà a sconvolgere la vita della famiglia, già impegnata a gestire le proprie vicende durante un conflitto bellico che li vedeva coinvolti direttamente.

Nei panni di Giulia, gemella di Martha, ci metteremo ad indagare sulle cause che hanno portato alla morte della sorella. Questo tortuoso percorso porterà la giovane ragazza a scavare nel profondo del suo animo.

Verranno a galla rancori, risentimenti, rimpianti. Un vortice emotivo ci travolgerà, come se fossimo un tutt’uno con la protagonista, andando a pizzicare corde personali, trattandosi di tematiche presenti nella vita di tutti noi.

Il talentuoso team di LKA, composto da più di 10 persone, ricordiamolo con fierezza una volta tanto, nostri connazionali, ha saputo permeare la propria opera videoludica di emotività a fior di pelle.

Succederà spesso di fermarsi, magari con lo sguardo perso tra le lussureggianti colline, inermi difronte allo tsunami di emozioni che ci sarà piombato addosso dovuto a qualcosa accaduto in game.

In quei casi dovremo cercare le risposte agli enigmi esistenziali che l’opera di LKA ci propone, e saremo costretti a cercarle dentro di noi, perché in Martha is Dead non esistono risposte sicure, non esiste bianco e nero.

C’è la convinta volontà di non ergersi a giudici supremi, di sentenziare cosa sia giusto e cosa sbagliato: dovremo farci portatori dei drammi di Giulia, cercando di proseguire fino a che sarà possibile.

Fino a che i suoi passi non calpesteranno la linea indelebile che delinea la fine.

L’interazione con il mondo di Martha is Dead

Quello che i ragazzi di LKA hanno sviluppato è una sorta di cine-drama interattivo in cui la componente gameplay veste un ruolo del tutto marginale e che raramente ci ha fatto sentire la sua mancanza.

Avremo a disposizione un essenziale hub nel quale scegliere tra diario, macchina fotografica (di cui parleremo approfonditamente più avanti,ndr), accendino, mappa e qualche altro oggetto utile al momento.

Sin dalle prime fasi potremo utilizzare la bicicletta, previa la soluzione una breve sub-quest, che ci permetterà di raggiungere le zone più distanti del mondo di gioco in tempi brevi. Nella borsa avremo la mappa della zona, attraverso la quale identificare le location delle varie quest segnate con un cerchio o una X rossa.

Ogni giorno il postino consegnerà una copia fresca del giornale locale, leggerlo ci terrà aggiornati sui fatti di guerra contemporanei, oltre che fornici un ulteriore punto di vista più distaccato sulle vicende di cronaca casalinghe, sempre riportate sul quotidiano.

Martha is Dead è un titolo dal ritmo molto lento, per ogni azione corrisponde un’animazione, il tempo verrà scandito dal gioco ricordandoci i giorni passati dalla morte della fanciulla.

La consegna del giornale ogni mattina, la lentezza nell’incedere della protagonista, pur sempre una ragazzina, cadenzano il ritmo di gioco permettendoci di assaporare tutti i dettagli che il team di sviluppo è riuscito a regalarci.

Una macchina fotografica rivelatrice del nostro destino

C’è un elemento all’interno dell’impianto di gioco che ne costituisce il fulcro, sia dal punto di vista del gameplay, che come elemento determinate ai fini dello sviluppo narrativo.

La macchina fotografica, oggetto di cui, sia le sorelle Giulia e Martha che il padre, sono molto appassionati.

Dal punto di vista pratico, sarà ciò che ci verrà chiesto di utilizzare maggiormente: man mano che avanzeremo potremo trovare tutti gli accessori utili alle varie modalità di foto. Raccoglieremo cavalletti, filtri, flash e quant’altro. Potremo impostarne la messa a fuoco, l’esposizione ed il diaframma.

La stanza più importante della casa sarà indubbiamente la camera oscura presente in cantina: è lì che svilupperemo le foto scattate o rinvenute durante le varie esplorazioni. Al suo interno troveremo anche un registratore dell’epoca che sarà fondamentale per riascoltare registrazioni utili alle indagini di Giulia.

Narrativamente parlando questo prezioso e raro oggetto per l’epoca, permetterà alla protagonista di smentire o confermare i suoi ricordi, spesso annebbiati e confusi. Inoltre prendendo alcune istantanee, avremo dalla nostra prove di schiacciante evidenza al fine di risalire alle cause della morte di Martha e non solo.

Insomma, durante tutta l’esperienza di gioco (nel nostro caso della durata di 9 ore per finire il gioco all’80%), potremo percepirla costantemente come il cuore pulsante del gameplay.

Una galleria d’arte, inserita in un videogioco

Quello che sono riusciti a realizzare i ragazzi del team di LKA sotto il punto di vista artistico è qualcosa di sublime. Dalla cura degli ambienti, alle illustrazioni presenti sia nel diario che attraverso la consultazione dei tarocchi.

Ogni aspetto di Martha is Dead profuma d’arte, carisma e fine accuratezza, verremo avvolti da uno stile sempre coerente con i dettami dell’epoca.

Magnificamente realizzate le scene di gioco tra Giulia ed il suo teatrino di inquietanti marionette: sembra quasi di sentire l’odore del legno delle vecchie stoffe, proveniente da polverose scatole rimaste chiuse per anni.

Tra narrativa, lore e tematiche sociali

Narrativamente Martha is Dead ci ha presi con violenza per il bavero, e catapultati nel mondo di gioco senza chiedere il permesso. Ci ha stuprati, resi inermi, abbattuti e rialzati con estrema efficacia.

Non si tratta del classico horror da salti sulla sedia, piuttosto di – un lungo corridoio con i muri che pian piano si restringono, rallentando il nostro passo e facendoci percepire un sempre crescente senso di claustrofobica oppressione -.

Le drammatiche vicende accadute durante la seconda mondiale, si fondono all’unisono con le tragedie famigliari, intrappolando la struttura narrativa in un contesto dalle tinte sempre scure.

La piccola Giulia – suo malgrado – è portatrice di un malessere profondo che sfocia in derive emotive devastanti. Lei stessa non è in grado di discernere più la realtà dall’immaginazione, tanto meno di leggere nell’animo di una persona ed intuirne bontà o malignità.

Molto spesso i suoi occhi mistificano la via che il suo cuore le indica, portandola a compiere scelte sbagliate ed a giudicare erroneamente chi le sta accanto.

Argomenti come la depressione e violenza domestica sono stati presi coraggiosamente dal team di LKA e posti al centro del plot narrativo di Martha is Dead, rendendolo un titolo fortemente orientato al sociale, senza però renderlo stucchevole o scontato.

Commento Finale

Martha is Dead è stato quanto non ci saremmo mai aspettato: un cine-drama interattivo dalle tinte horror, incentrato su tematiche sociali pesantissime, ben amalgamate nel tessuto narrativo. Graficamente splendido, con una fine cura dei dettagli, il mondo di gioco muta pelle stravolgendosi in perfetta sincronia con gli umori e le vicende della protagonista. Potrete giocarlo più volte, e giungere a conclusioni sempre diverse in base al vostro livello di empatia con le emozioni della protagonista. Una perla nel suo genere, ancor più se si considera che è stato realizzato dalle mani di un team composto da appena una decina di persone.

Fonte 4_news